Il teatro, la città, la memoria. Torino

A cura di Donatella Orecchia

Il progetto “Il teatro, la città, la memoria” pone al centro della sua indagine il rapporto fra il teatro e il tessuto cittadino, facendone una cartina di tornasole, in un preciso contesto urbano, della vita teatrale e della cultura del tempo; ma anche dei costumi, delle tradizioni, dei gusti e delle modalità di fruizione dell’arte, in un incrocio sempre vivo fra storia artistica e storia sociale.

Avviato nel 2015, il progetto sulla città di TORINO, ha focalizzato la propria attenzione in questa prima fase, sugli ultimi 60 anni della vita teatrale della città e, in particolare, sulla storia e l’attività del suo teatro stabile, fin dai suoi esordi.

Esempio di una realtà che nel corso degli anni ha saputo raccogliere e farsi interprete, rielaborare e condividere, i momenti di svolta e quelli di crisi, le tensioni e le speranze della società, in un costante rapporto con il territorio e con un grande respiro nazionale e internazionale, il Teatro Stabile di Torino è al centro delle prime indagini, anche in occasione delle celebrazioni per i suoi 60 anni di attività. Ormete lavora per questo in stretta collaborazione con la Fondazione Teatro Stabile di Torino e con il suo Centro Studi, anche al fine di integrare il ricco patrimonio archivistico e documentario lì conservato con le storie e le testimonianze orali dei protagonisti di questa storia.

Il progetto, che si incontra e si intreccia con gli altri di Ormete, ha tuttavia una sua specificità metodologica, di comunicazione e condivisione dei risultati. Alle interviste realizzate secondo il protocollo definito da Ormete, nel rispetto della metodologia scientifica degli studi di storia orale e già sperimentato in molti progetti condotti su scala nazionale (Le interviste di Ormete), si accompagna una campagna di sensibilizzazione per una raccolta di più brevi testimonianze spontanee, inviate a una casella postale telematica, che andranno a costituire la Banca della memoria del teatro di Torino. In questo modo l’intera città e i suoi abitanti contribuiranno insieme a ricostruire il tessuto della propria memoria teatrale.

Perché una Banca della memoria del teatro di una città?

Per rimettere nel circolo della cultura di oggi i ricordi di ieri, le voci, le immagini, le figure che hanno partecipato alla vita teatrale della città, che hanno contribuito a definirmene l’identità. Per prendersi cura di accogliere (e non solo raccogliere) e custodire anche quei frammenti che sarebbero altrimenti dimenticati, isolati, abbandonati e che invece, entrando in relazione con altri, tanti, e poi rielaborati, messi in movimento da chi intende farli parlare ancora, possono riattivarsi. E parlare di oggi. Perché una città ha bisogno di mettersi in rapporto con la propria storia anche ri-raccontandola. Le nuove generazioni ne hanno bisogno. Il futuro ne ha bisogno. Il teatro ne ha bisogno.

Il progetto è sostenuto da FARID INDUSTRIE S.P.A.,un’azienda che si occupa – ad altissimi livelli professionali – della raccolta dei rifiuti, anche su scala internazionale; esempio questo di una unione fra scienze umane e tecnologia, fra cultura locale e respiro internazionale, ma soprattutto il simbolo di quanto il prendersi cura del rimosso (o rifiutato, o scartato, o passato) delle nostre vite e di quella dei luoghi in cui viviamo sia necessario, urgente, vitale. Cosa si rifiuta? Cosa del rifiutato è importante recuperare, rileggere, riscrivere, riannodare al presente, rendere nuovamente vivo per noi?