La Borsa di Arlecchino di Genova

a cura di Livia Cavaglieri - in collaborazione con Fondazione Mario Novaro

L’esperienza della Borsa di Arlecchino durò solo cinque anni (1957-62), eppure essa rappresenta un luogo importante della memoria del teatro italiano del ‘900 perché in quella saletta bruciarono inediti esperimenti che poi deflagrarono, lentamente, nel resto della penisola.

La Borsa fece scoprire a un pubblico sbalordito i testi dell’avanguardia europea (Ionesco, Beckett, Genet, Ghelderode, ecc.) e presentò spettacoli sorprendenti di giovani artisti destinati a un futuro importante: Aldo Trionfo, Paolo Poli, Emanuele Luzzati, ma anche – è meno noto – Carmelo Bene, Fabrizio de André.

Dopo la sua chiusura, la Borsa è dunque diventata un riferimento simbolico e mitologico all’interno di diverse narrazioni: in relazione alla storia di Genova, dove è ricordata come la prima sala d’avanguardia della città; al percorso artistico di un «regista eccentrico» come Trionfo; al teatro di ricerca degli anni ‘60 e ai suoi antecedenti.

Tre narrazioni importanti, condivise da figure diverse in differenti contesti culturali e artistici, da ripercorrere nel loro intersecarsi e allontanarsi attraverso le voci dei testimoni.

Interviste

  • Livia Cavaglieri intervista Claudio Bertieri (spettatore e critico), 26 novembre 2013
  • Livia Cavaglieri intervista Paola Giubilei (attrice), 19 dicembre 2013
  • Livia Cavaglieri intervista Claudia Lawrence (attrice), 31 ottobre 2013
  • Manuela Signorelli intervista Paolo Minetti (direttore della compagnia), 7 dicembre 2011
  • Donatella Orecchia intervista Paolo Poli (attore), 16 aprile 2014
  • Manuela Signorelli intervista Cesare Viazzi e Paola Comolli (giornalista e attrice), 30 novembre 2011